L’ordinamento dei beni e la morale

La gerarchia dei beni una volta accettata, secondo che un egoismo inferiore, superiore o supremo voglia l’una più che l’altra cosa, decide oggi sull’essere morale e sull’essere immorale. Preferire un bene inferiore (per esempio il godimento dei sensi) a un bene stimato superiore (per esempio la salute) è giudicato immorale, come pure preferire il viver bene alla libertà. La gerarchia dei beni non è però una gerarchia fissa e uguale in tutti i tempi; se qualcuno preferisce la vendetta alla giustizia, egli, secondo il criterio di una civiltà passata, è morale; secondo quello dell’odierna, immorale. «Immorale» sta dunque a indicare che uno non sente ancora, o non ancora abbastanza fortemente, i motivi più elevati, più sottili e più intellettuali, che la nuova civiltà di volta in volta ha apportato: designa un arretrato, ma sempre e solo in base ad una differenza di grado. La gerarchia dei beni stessa non viene stabilita e sostituita in base a punti di vista morali; sì però, in base alla determinazione di essa fatta di volta in volta, si giudica se un’azione sia morale o immorale.

Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano

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