Tutti gli Stati e gli ordinamenti della società: i ceti, il matrimonio, l’educazione, il diritto, tutte queste cose hanno la loro forza e durata solo nella fede che ripongono in esse gli spiriti vincolati – cioè nell’assenza di ragioni, o per lo meno nel rifiuto delle indagini sulle ragioni. Ciò gli spiriti vincolati non ammettono volentieri e sentono bene che è un pudendum. Il Cristianesimo, che era molto innocente nelle sue ispirazioni intellettuali, non notò nulla di questo pudendum, esigè fede e nient’altro che fede e respinse con passione la richiesta di ragioni; esso indicò il successo della fede: sentirete subito il vantaggio della fede, spiegava, sarete per essa beati. In realtà anche lo Stato procede così, e ogni padre educa in ugual maniera il figlio: tieni per vero soltanto questo, dice, e sentirai come questo fa bene. Ma ciò significa che la verità di un’opinione sarebbe dimostrata dall’utile personale che essa arreca, che l’utilità di una dottrina costituirebbe garanzia della sua sicurezza e fondatezza intellettuale. E’ come se l’accusato dicesse davanti al tribunale: il mio difensore dice tutta la verità, perché guardate che cosa segue dal suo discorso: io vengo assolto. Gli spiriti vincolati, avendo dei principi a causa della loro utilità, presumono, anche dello spirito libero, che egli con le sue vedute cerchi ugualmente il proprio utile, e tenga per vero solo ciò che precisamente gli giova. Ma, dato che sembra che a lui giovi il contrario di ciò che giova ai suoi connazionali o a quelli di pari condizione, essi suppongono che i suoi princìpi siano pericolosi per loro; essi dicono o sentono: non può aver ragione, perché per noi è nocivo.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano