Moralità e successo

Spesso non soltanto gli spettatori di un’azione ne misurano la moralità o l’immoralità in base al successo: no, l’autore stesso fa ciò. Infatti i motivi e le intenzioni sono di rado veramente chiari e semplici, e a volte persino la memoria sembra turbata dal successo dell’azione, sicché si attribuiscono alla stessa azione propria motivi falsi o si trattano i motivi non essenziali come essenziali. Il successo conferisce spesso a un’azione tutto l’onesto splendore della buona coscienza, un insuccesso getta l’ombra del rimorso anche sull’azione più pregevole. Ne risulta la nota pratica dell’uomo politico, il quale pensa: «Datemi solo il successo: con esso avrò portato dalla mia parte anche tutte le anime oneste – e mi sarò reso onesto di fronte a me stesso». In modo analogo, il successo finisce per sostituire la buona motivazione.

Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano

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