Sicché l’abisso invocherà l’abisso, e noi portiamo dentro di noi la volontà di morte, che non possiamo padroneggiare, crediamo che la smania di vivere ci animi, ma questa smania è l’opposto della vita, e la nostra frenesia ci vota al precipizio. L’ordine è più folle di quanto non creda, l’ordine è più stupido di quanto non immagini, e noi che lo sosteniamo sentiamo che ci assomiglia, esso non conosce se stesso così come non ci conosciamo noi, è il cieco che conduce quei ciechi che siamo. Nulla è più spaventoso di questo quadro, ma solo il futuro lo contemplerà, noi ne resteremo sempre all’oscuro, noi adempiamo al nostro dovere e ne godiamo, noi militiamo e dormiamo, i nostri anarchici sono i soli a stupirsi di questo accordo e a rifiutarsi di approvare l’accomodamento che noi accettiamo senza fiatare, hanno ragione gli anarchici, non gli uomini d’ordine. Eppure gli uomini d’ordine non possono cambiare sistema, e quand’anche il sistema dovesse portarli al caos, preferiscono rimanerne vittime piuttosto che ammettere il loro torto. D’altronde, a che gioverebbe ammetterlo, visto che i loro avversari non hanno niente da proporre?
Albert Caraco, capoverso estratto da Breviario del caos