La questione sociale, la passione

La questione sociale, la passione per la Rivoluzione Sociale si è impadronita del proletariato francese. Dev’essere soddisfatta oppure domata e repressa; ma non può essere soddisfatta altrimenti che con il crollo della violenza statalista, quest’ultima ridotta degli interessi borghesi. Ne consegue che nessuno Stato per quanto democratiche siano le sue forme, foss’anche la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in grado di dare al popolo quello che vuole e cioè la libera organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna ingerenza, tutela o violenza dall’alto perché ogni Stato, sia pure il più repubblicano e il più democratico, anche lo Stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in sostanza nient’altro che il governo della massa dall’alto in basso da parte della minoranza intellettuale, vale a dire quella più privilegiata, la quale pretende di sentire gli interessi ideali del popolo più del popolo stesso. Per le classi proprietarie e di governo è quindi assolutamente impossibile soddisfare la passione popolare e le rivendicazioni del popolo, per cui resta un solo mezzo la violenza dello Stato, in una parola lo Stato perché lo Stato significa precisamente violenza, la dominazione mediante la violenza, quando possibile mascherata, se assolutamente indispensabile sfrontata e nuda.

Michael Bakunin, capoverso estratto da Stato e anarchia

This entry was posted in M. Bakunin. Bookmark the permalink.